The King’s Singers, un coro dalla voce d’oro

Canti di Natale nella magnifica navata della basilica di San Pietro a Perugia

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The king's singers - Foto di Adriano Scognamillo

I King’s Singers hanno festeggiato i 50 anni di attività anche a Perugia.  Nel corso del tempo è cambiata via via la formazione, ma non lo stile, il carattere, l’identità. Dietro il loro canto c’è perfezione tecnica, talento innato, gusto, humour e curiosità verso l’attualità musicale.

Il programma presentato ieri sera nella bellissima cornice della navata della basilica di San Pietro, (il video sopra è stato composto con le foto di Adriano Scognamillo) è stato concepito per il tempo di Natale, con incroci obbligati fra Rinascimento e Novecento.
E come sempre i King’s Singers hanno chiuso il concerto improvvisando su melodie folk e pop.

Fondati nel 1968 da sei studenti del King’s College di Cambridge, in breve sono diventati uno dei più popolari gruppi “a cappella”, prima in Gran Bretagna e poi nel mondo. Con un repertorio sterminato che copre sei secoli di musica dal medioevo a quella di oggigiorno. Sono famosissimi. Basti dire che si sono esibiti nelle maggiori sale da concerto e cattedrali del pianeta.

Ospiti degli Amici della Musica di Perugia i magnifici King’s Singers sono tornati dopo tanti anni di assenza e con questa tournée natalizia hanno dunque celebrato il primo mezzo secolo di attività artistica.

Il programma ha proposto canti della tradizione popolare e d’autore, da quelli più antichi, a quelli dei nostri giorni.
Un florilegio di brani di tutte le epoche che celebrano la Natività e la figura della Beata Vergine, partendo dai carols del tardo Medioevo – in latino (Gaudete e Veni, veni Emmanuel), in tedesco (Maria durch ein Dornwald ging) e francese (Noël nouvelet) – e passando per il Rinascimento (Popule meus di Victoria) per arrivare a pagine dei nostri giorni di John Rutter (There is a flower), Arvo Pärt (Bogoroditse Devo, o «Ave Maria»), del britannico Toby Hession (Master of Music) e Bob Chilcott (We are, brano commissionato appositamente – come quello di Hession – in occasione del cinquantenario del complesso).

La seconda parte del concerto è stata invece un viaggio a sorpresa tra i popular hits del gruppo che verranno annunciati dagli stessi cantori, con un caloroso augurio di Merry Christmas.