Tavecchio è fuori, il dado è tratto

| Si è aperta la successione, ne vedremo delle belle|

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Tavecchio

Tavecchio aveva annusato aria di discontinuità. Una Var non vale  un’esclusione dai mondiali.

Così si è dimesso prima della probabile sfiducia. Rivendicando d’avere chiesto pari dimissioni anche al Consiglio. “Non sono arrivate” si lamenta.

 

Tavecchio resta in carica per la gestione ordinaria fino alle nuove elezioni che dovranno avvenire entro 90 giorni.

La conferenza stampa di Tavecchio è uno sfogo continuo:”Ieri sera il presidente del Coni ha detto che il ct lo aveva scelto Lippi, io ho sempre detto che lo aveva scelto Carlo Tavecchio – sottolinea il presidente dimissionario – E Carlo Tavecchio paga per avere scelto Ventura.

Abbiamo perso il Mondiale ed è qualcosa che diventa tragedia. Se quel palo fosse stato gol io sarei diventato un campione. Ditemi quali sono i risultati delle altre Federazioni. Qualcun altro ha fatto il seme, io raccolgo i frutti.

Chi è andato a Istanbul per organizzare la questione dell’Uefa. Chi ha fatto certe operazioni di politica internazionale? Chi ha favorito che l’Italia avrà in futuro quattro squadre in Champions?”.

“Quando oggi ho avuto la sensazione che la mia componente, nella quale ho vissuto per 18 anni, ha fatto considerazioni che non promettevano sostegno, non ci ho pensato un attimo e mi sono dimesso per un atto politico e non sportivo”.

Così il presidente dimissionario della Figc, in conferenza stampa ha spiegato i motivi del passo indietro. “Carlo Tavecchio – ha aggiunto parlando in terza persona – paga per avere scelto Ventura. Abbiamo perso il Mondiale ed è qualcosa che diventa tragedia”.

Continua sciorinando tutte le buone azioni realizzate sotto la sua presidenza.

 

Malagò ha la ricetta in tasca: “Unica soluzione, commissariare la Figc”– “C’è la volontà di commissariare la Federcalcio, lo dice lo statuto. Mi sembra l’unica soluzione”. Lo annuncia il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che oggi ha fissato una Giunta straordinaria per mercoledì alle ore 16:30.

“Siamo obbligati a fare la Giunta straordinaria mercoledì alle 16,30 perché lo statuto recita che abbiamo 48 ore dal momento della convocazione. Può succedere da statuto che si deve procedere a un commissariamento”, ha chiarito Malagò, spiegando il motivo che spinge il Coni a commissariare la Federcalcio, vale a dire la mancanza di una governance:

 

“I fatti sono chiari e oggettivi – ha specificato il numero uno dello sport italiano – Se ci fosse stato un Consiglio federale completo, compatto, forte, ci potevano essere anche altre soluzioni finali, ma se in un contesto così eccezionale come l’eliminazione del mondiale, ti ritrovi che alcune componenti prendono posizioni così antagoniste, come Calciatori e Lega Pro, e anche in altre parti c’erano dei rumors di scricchiolii, e aggiungi che due componenti neanche esistono, quella di A e di B, non è che serve uno scienziato per arrivare alla conclusione che avevo individuato già da qualche ora”.

 

“ Io commissario della Figc?” si schermisce – Personalmente ho un’agenda molto complicata e soprattutto tra 90 giorni c’è un’Olimpiade in arrivo, peraltro lontana e con un fuso orario diverso. Penso che sia di buon senso trovare un’altra soluzione”.

Ma non c’è due senza tre: Ecco Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori,  affrettarsi a dichiarare che lui non si dimetterà per il pericolo che arrivi davvero il Malagò commissario.