“Sgarbi” su Michelangelo al Todi Festival 

| Serata senza pathos |

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Sgarbi sui Michelangelo

 

di Stella Carnevali

pubblicato il 03 settembre 2017 20:52:06

“Sgarbi su Michelangelo” Al Todi Festival il 2 settembre in piazza del Popolo. Stracolma di gente nonostante le temperature in picchiata.

Alcune belle signore sfoggiavano l’estate abbronzata con intriganti porzioni di pelle a vista su tacco 15. Chissà se hanno resistito oltre la mezzanotte.

E’ mancato quel pathos che ipnotizza un pubblico trasversale quando Sgarbi racconta dell’arte di un’opera, di un autore.

Sarà stata la temperatura improvvisamente rigida, forse il fatto che Michelangelo non è stato un artista censurato o rimasto in ombra, dunque forse meno appassionante.

Sta di fatto che, per quanto senza una piega, più che l’amata affabulazione, è sembrata una classica lectio magistralis, no, noiosa no, ma senza pathos. Che ha sempre fatto la differenza e la cifra per cui si accorre in 1500 alle 21 di sera per ascoltarlo su Michelangelo.

– Michelangelo viene descritto come un personaggio contorto, misterioso e un po’ scorbutico. In eterno conflitto con il padre che gli chiedeva soldi di continuo.

– Il suo vivere in una povertà assoluta pur avendo da parte un tesoro.

– Il suo non lavarsi mai perché il padre gli aveva insegnato che non era una buona cosa. Una volta mentre gli toglievano gli stivali venne via anche parte della pelle che, con essi, si era fusa.

– Della sua vita sentimentale, zero notizie, sebbene qualcuno faccia cenno alla sua sofferta omosessualità, rivelata, sebbene solo spiritualmente, nelle rime dedicate al giovane patrizio Tommaso de’ Cavalieri, che gli fu vicino fino alla morte. Le lettere e le poesie a lui dedicate da Michelangelo, vennero volte al femminile dal nipote dopo la morte del grande artista.

– Sulle statue allegoriche della tombe medicee: l’Aurora, il Crespuscolo, il Giorno e la Notte realizzate con l’allievo Vincenzo Santi e i cui calchi in gesso sono in mostra al museo dell’Accademia di Belle arti di Perugia. Nessuna citazione.

Tutto questo che, spesso, fa la differenza nelle affabulazioni di Vittorio, tutto questo non c’è stato.

Varie cadute di stile nella citazione negativa di personaggi politici, più legate a disappunti personali che a Michelangelo.
Mentre di Sgarbi si sono sempre amati gli strali contro chi, incompetente, corrompe la bellezza.

La sua teoria sull’esistenza di due tipi di omosessualità, quella vera di cui bisogna avere rispetto, e quella di moda.
Quest’ultima funzionerebbe secondo la proprietà transitiva: “Se gli altri si mettono i jeans strappati, me li metto anch’io, se gli altri fumano droghe, le fumo anch’io, dunque se gli altri sono omosessuali, ci provo anch’io”. Proprio una battutaccia.

Resta il demiurgo della Bellezza. E basta.