Rosso Bastardo e cronaca nera

| Da Sirtae di Cesarini-Sartori con Alvaro Fiorucci |

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ulivi e sagrantino
Shaken

 

di Stella Carnevali

Metti un pomeriggio d’autunno umbro dove gli occhi non sanno dove posarsi, tanto è intrigante la tavolozza  del cangiar delle foglie. Sulla vecchia strada che da Bastardo porta a Todi.

Nella Cantina Sirtae di Cesarini e Sartori dove il Rosso Bastardo e il Benozzo aspettano gli invitati.

Dove l’Archimede, Luciano Cesarini, ha creato i prodotti vitivinicoli con la sapienza della natura salutare e l’ingegno della più raffinata tecnologia applicata all’enologia.

Luciano sarà anche stato un ingegnere di successo, ma la passione con cui racconta come quella volta che, già era all’apice di un’ importante carriera nazionale, decide, insieme alla sua famiglia, di investire nella cantina di vini che aveva fondato il padre.  Ecco quella passione non ha facoltà che ne rilasci la laurea. O ci nasci o niente.

Ogni tanto organizza incontri che prendono spunto da un libro o da altre attività culturali.

Questa volta, e non è stata la sola,  lo storico cronista, nonché direttore del Tiggì3 Alvaro Fiorucci, ha presentato il suo ultimo libro, sempre edito da Morlacchi, Shaken, la bambina che attraversò il muro del pianto. L’omicidio della piccola Maria Geusa di neanche tre anni causato  da quella che si chiama sindrome del bimbo scosso, insomma shekerato.  Giorgio Giorni, condannato perciò e non solo, all’ergastolo, aveva preso la piccola per i capelli scuotendola con violenza perché non smetteva di piangere. Ha smesso.

Dobbiamo ad Alvaro Fiorucci l’aver salvato la memoria di tante storie di femminicidi avvenuti in Umbria. Che sarebbero altrimenti finiti nell’oblio delle morbosità da nascondere.

Una serata  impegnata sulla riflessione insieme a Maria Serlupini, garante regionale per l’infanzia e la sociologa Moira Sannipoli.

Ma anche e soprattutto una serata per ritrovarsi tra amici e strette di mano, olio nuovo sulle bruschette, assaggi di mini lenticchie di Colfiorito. A seguire l’amatriciana annaffiata di Rosso Bastardo e per chiudere il Benozzo, quel Sagrantino che ti va in testa, deve, ma che ti lascia senza alcuna conseguenza.

 

.Con questo vitigno, il Sagrantino, che attecchisce solo in questa zona dell’Umbria, la cantina Signae ha realizzato marmellate e succhi di frutta che sono una vera e propria cura di salute e bellezza.  Con polifenoli dieci volte superiori ai frutti che sono simili e dolcificato dal suo stesso fruttosio. Un sagrantino che dà il meglio senza aggiungere niente, è pura spremuta d’uva, stop.

“Così è nata un’altra idea per il 2 dicembre – conclude Luciano Cesarini – con esperti universitari del settore. Un incontro sulle erbe campagnole che crescono spontanee nelle nostre campagne. Quindi la raccolta con la quale preparare un pesto per condire la pasta. E poi da cosa, nasce cosa…”

Ci lascia così in sospeso l’Archimede della Natura, ma ci fidiamo ciecamente.

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