Renato Curi, 40anni dopo

| Il come eravamo del grande Calcio |

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La maglia di Curi

di Stella Carnevali

pubblicato il 29 ottobre 2017 16:20:25

Renato Curi. Quarant’anni fa, il 30 ottobre 1977, cinque minuti dopo l’inizio della ripresa, Perugia-Iuventus, allo stadio di Pian di Massiano, lo scatto di Curi, al recupero palla, s’accascia sull’erba e sulla sua vita.
Di soli 24 anni.

Pioveva a dirotto quella maledetta domenica degli anni del miracolo.

Il Perugia è promosso in serie A dopo il campionato 1974-75. C’era Franco D’Attoma presidente, Ilario Castagner allenatore, Silvano Ramaccioni direttore sportivo.

La squadra biancorossa contava acquisti recenti: il difensore Roberto Marconcini, il libero Pierluigi Frosio, le mezzala Franco Vannini e Renato Curi con la maglia numero 8, la punta Paolo Sollier. Nel 1976 vantava anche Walter Novellino, al secolo Alfredo Walter Amato Lenin Novellino, mezzapunta con Castagner.

Altri nomi, altri termini, altre glorie, una città impazzita e colorata di biancorosso. Un altro modo di parlare Calcio. Uno stadio che, tutti d’accordo, venne costruito in pochi mesi.

La serie A non si poteva giocare sul campetto del Santa Giuliana.
Stadio comunale di Pian di Massiano che, solo l’anno dopo, prenderà il nome di Renato Curi.
Nel pescarese una squadra porta il suo nome la Renato Curi Angolana di Città Sant’Angelo

Renato Curi, l’8, andava volentieri nelle aule delle medie superiori a parlare con gli studenti, di calcio e non solo.
Paolo Sollier, il 10 stava volentieri seduto sulle scalette del Turreno con i compagni, più extra, che parlamentari. Non faceva mistero d’essere comunista.

Storica la radiocronaca della partita del mitico Sandro Ciotti durante Perugia-Iuventus, 1975-76 quando Renato Curi, su cross di Novellino, mette in rete e rende inutile Zoff e lo scudetto della Signora del Trap. Il vantaggio del Perugia viene urlato da Ciotti che interrompe la radiocronaca.

A sua volta interrotto dall’altro mitico cronista sportivo, Enrico Ameri che, eccitato, urla nel microfono: “Scusa Ciotti questo è l’urlo al comunale di Torino che ha appreso in questo momento la notizia che tu hai dato, ecco l’urlo del Comunale di Torino, sventolio di bandiere del Torino, la linea a Dalla Noce”.

Nomi che fanno ancora venire i brividi. Nomi che duravano tante, ma tante stagioni.

E, lo scambio via radio, peraltro equivocato, di Ciotti che irrompe “Scusa Ameri, qui a Perugia…” Ameri che crede in tutt’altro annuncio risponde “Ho già capito tutto, Ciotti e ti passo la linea”.
Cinque minuti dopo le 15:34 di quella maledetta domenica del 30 ottobre 1977.

A quarant’anni da quella maledetta domenica. Perugia dedica a Curi una mostra fotografica. Organizzata, in collaborazione con la famiglia, la presidenza del consiglio comunale di Perugia insieme alla Camera di Commercio.

Al Centro servizi camerali Galeazzo Alessi, in via Mazzini, aperta dal 6 al 22 dicembre.

Tanti scatti, molti in bianco e nero sul come era Renato Curi, nello sport e nella vita.
E su come eravamo.