Mauro Tippolotti 

| Pittore perugino |

0
3316
Mauro Tippolotti

di Stella Carnevali

pubblicato il 25 aprile 2017 14:57:38

Politica ed arte, questa la cifra di Mauro Tippolotti, sindacalista e politico, passionale e avventuroso, latin lover e viaggiatore fin da ragazzo. Che da grande ha scelto quello che voleva fare da piccolo, il pittore. E come dicono alla Tv, poiché ci diamo del tu nella vita, anche noi non facciamo finta, dandoci del lei.

Mauro, a vari livelli, fino ad essere presidente del consiglio regionale dell’Umbria, sei abituato ai riflettori.
Chi mi conosceva come figura istituzionale, che oggi più non sono, mi fa battutine come se da ex-qualcosa, abbia approfittato per estendere la visibilità anche alla pittura. E talvolta mi apostrofa presidente, tal altra maestro, sempre con quella nervatura ironica che contiene anche un riconoscimento.

Ma da presidente la tua immagine era garantita dal ruolo, adesso invece, da pittore, questa immagine te la sei dovuta reinventare
Lo ero anche prima, pittore. Avevo solo un appuntamento che ho tardato ad onorare.

Ci vuole coraggio, soprattutto in provincia dove si ricordano tutto degli altri, o quasi tutto quello che preferiscono.
Non faccio il pittore solitario, anche. La politica ha influito tantissimo sulle mie emozioni di oggi. A cominciare dal gruppo degli otto, Gruppo art Perugia, con i quali ho creato un team che espone, compete, ma si confronta.

Come hai fatto ha ricollegare la manualità al pensiero, dopo tanto tempo?
All’inizio è stato un problema, il mio amico e pittore Pietro Crocchioni mi diceva: “Calma, la tua testa va troppo lontano, la tua mano deve fare il suo percorso”. Adesso sono in totale sintonia, questo disaccordo, tra ciò che volevo realizzare e quelle che veniva fuori, è finito.

Nei tuoi quadri si notano qua e là le influenze di grandi del Novecento, da Kandinsky a Pollock.
C’è sempre un mentore dentro di noi. Oggi posso dire che il mio artista di riferimento è Sol LeWitt, perché ha scisso la coincidenza tra idea e la sua realizzazione. Non esiste niente senza la prima, in questo il suo valore assoluto.

Lo sai che i pittori e gli artisti, tra loro non sono mai benevoli. Hai rischiato di essere trattato da parvenu?.
E chi se ne…Voglio dire se mi godo qualcosa, in questa nuova vita, è una libertà maggiore. Di fare e sentire senza condizionamenti. Porto me stesso.

La prossima impresa?,
Un duo con un’artista giapponese dal titolo “Dissolvenze incrociate”. Quattro pannelli, il primo e l’ultimo rispettivamente il mio e il suo, i due di mezzo, dipinti insieme.

Hai un sassolino da toglierti?.
Sì, sulla libertà d’espressione: c’è sempre differenza tra chi fa e chi non fa.