Marcello Veneziani, conferenza 

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Redazione Umbria Libera

pubblicato il 23 ottobre 2017 14:48:18

All’associazione culturale Luigi Bonazzi di Perugia il 28 ottobre alle 18. Oltre a Veneziani, Francobaldo Chiocci e Lino Conti.

Tre domande a Marcello Veneziani,
Cos’è questo tuo viaggio nel Mito, una fuga dalla realtà e dal presente?

Al contrario, è un viaggio nelle profondità del presente, alle radici della realtà. I miti non sono soltanto quei grandi racconti del mondo antico, greco, orientale, classico. Esistono sotto traccia o perfino in modo vistoso nella società contemporanea, nel gioco e nell’arte, nel cinema che è la principale fabbrica di miti contemporanei e nella pubblicità, che vende miti in forma di marchi. E poi la musica, lo sport, la tecnoscienza… Molti mitoidi della nostra epoca sopravvivono in forma di idoli, di feticci, di totem e di tabù.

E i miti politici che nel Novecento hanno avuto un ruolo centrale e in parte nefasto?

Si, il Novecento è stato il secolo in cui i miti politici si sono chiamati idee-forza perché servivano a trascinare i popoli, a trasformare le società, a cambiare la storia. Ma sono stati anche sciagurati quando hanno preteso di monopolizzare la verità. Resta però il loro vuoto: una politica senza miti è una politica senza ideali, senza sogni, senza proiezioni nell’avvenire e nella storia…

Ma le religioni che rapporto hanno con i miti, di solito vengono visti con sospetto, come favole pagane?

In principio era il Logos, ma anche il Mythos, nel senso che alle origini di ogni religione c’è un Racconto sacro, un Libro di narrazione divina, e una fiorente mitologia in forma di parabole, storie edificanti, vite dei santi, prodigi e miracoli. Il mito è alle origini delle religioni e riappare quando le religioni sono in difficoltà o sono totalmente schiacciate nella dimensione storica e sociale, secolarizzate e sentono il bisogno del sacro, del rito, del simbolo… Quindi del Mito.

Dall’Eco di Bergamo