Libri Evergreen 

Quelli da portare su un'isola deserta

0
3061

Redazione Umbria Libera

Vacanze

pubblicato il 12 gennaio 2017 22:50:39

Ci sono libri che ciascuno di noi ha letto più volte e dei quali, se approdasse su di un’isola deserta, non potrebbe fare di certo a meno di portare con se.
Sono i grandi classici della letteratura mondiale.

Il primo romanzo che ogni donna nella sua adolescenza ha divorato e di cui sicuramente vorrebbe rivivere la storia ancora è “Cime tempestose” di Emily Bronte. La scrittrice inglese racconta l’amore contrastato tra Heathcliff, il povero orfano dalla pelle scura, e la bella Catherine, signorina di buona famiglia. Inutile sottolineare come l’amore che scoppia tra i due appaia inevitabile, e si tratta di un sentimento che supera l’amore e va al di là dell’umana comprensione.

Più di due anime gemelle, Heath e Cathy si ameranno per sempre. Altrettanto drammatico, ma di argomento ben diverso, è “Il ritratto di Dorian Gray”. Il più noto e letto romanzo di Oscar Wilde che al giovane Dorian fa vendere l’anima al diavolo per restare eternamente giovane, mentre il suo ritratto invecchia e la bellezza si assicura l’eternità.

Scrittore classico sicuramente da conoscere è il francese Alexandre Dumas de
“Il conte di Montecristo”. L’autore scava all’interno dell’animo di Edmond Dantès e racconta come possa vendicarsi dei torti subiti ingiustamente. Non c’è cosa che vada assaporata più lentamente della vendetta. Dantès lo sa quando inizia il suo viaggio alla ricerca del modo più appropriato di liberarsi dei suoi nemici fatali, e tale sarà lui per loro.

Decisamente di un altro tono è “Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij, che indaga nella profonda e gretta miseria che spinge l’uomo a una disperazione tale da vivere di incubi ed essere dilaniato da malessere interiore, che può trovare pace solo con un castigo.

Libro da leggere tutto di un fiato è “Le affinità elettive” di Johann Wolfgang von Goethe, che mette in evidenza come l’amore nasca prima nella mente che nel cuore.

Venendo a qualcosa di più moderno e visionario, “1984” di George Orwell è un testo che sicuramente non delude. Lo scrittore immagina che, in un prossimo futuro, ci sarà chi avrà il compito di censurare tutta quella stampa che non rispetti una determinata politica e su tutti vigila affinché rispettino il partito e le leggi, l’occhio vitreo del Grande Fratello.

Un classico sicuramente da tenere sempre con se è le “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, poesia pura in cui l’autrice racconta con magistrale talento le tappe della vita del grande imperatore romano. Ricostruendo le memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar ha voluto “rifare dall’interno quello che gli archeologi del secolo scorso hanno fatto dall’esterno”. Ne risulta così un libro che è al tempo stesso un romanzo, un saggio storico, un’opera di poesia.

Tra gli autori contemporanei di magistrale bellezza “Dio di Illusioni” dell’americana Donna Tartt, vincintrice nel 2014 del Premio Pulitzer per la narrativa con il romanzo Il Cardellino.

“Dio di illusioni” è il testo che ha decretato il successo internazionale dell’autrice. In questo tomo la Tartt racconta la vita dissoluta, senza ideali, di una generazione alla deriva che appartiene all’alta borghesia americana.
Un libro è un amico che in tutti i momenti della vita tiene compagnia e non delude mai.