Labirinti di Viaggio di Simone Signorini, edito da Lorenzo de’Medici Press.

Sabato 23 alle 17.30 alla sala della Vaccara di palazzo dei Priori a Perugia

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Labirinti di Viaggio di Simone Signorini

Labirinti di Viaggio di Simone Signorini, edito da Lorenzo de’Medici Press. Sabato 23 alle 17.30 alla sala della Vaccara di palazzo dei Priori a Perugia

Se vi dico leggetelo, è poco, leggetelo più volte. Tenetelo sul comodino.

Potreste anche aprirlo a caso per porvi troppi dubbi e la sensazione, dopo poche righe, di aver letto una biblioteca.

L’Insieme dell’arte di parola che in quest’opera Signorini è riuscito a condensare. Posso raccontare solo le mie sensazioni immediate, sapendo che è troppo quello che non ho trattenuto.

Comincio dalla musica, anzi dalla musicalità con cui le sue parole, in poesia e in prosa, scivolano da sole, rigo dopo rigo.

La punteggiatura è rarissima, L’occhio percorre gli “a capo” secondo  l’armonia che incontra, senza attrito tra il bianco e il nero.

La musica come emozione tra un diapason e l’altro.

Il tempo, uno dei labirinti in cui si tuffa, fugge, ritorna. Con un dubbio sempre diverso: “Il persistere ostinato e ossessivo del tentativo d comprensione di un mistero avvertito intorno alle cose, porta spesso il dubbio ad espandersi…”

Ovvio che il tempo convenzionale serve solo a non perdere il tram, mentre “Il movimento è la sintesi spaziale della vita, il viaggio solo uno suo prolungamento (o la sua interpretazione ndr)”

 

Mentre lo leggi senti che si satura lo spazio possibile delle sensazioni,  come un’occupazione serrata del pensiero che non può che restare nei labirinti, contratto e vinto dalla sua stessa forza.

Se la luce ha una massa, ce l’ha anche il pensiero e, dunque, è energia, anche fuor di metafora.

 

“Devo uscire da te

Devi uscire da me

E basta rimanere seduti

Guardando la legna che arde”.

 

Intingendo sovente il pennino nell’ironia.

 

 

di Stella Carnevali