La Festa dei Ceri fra i Beni Immateriali dell’Unesco

Intanto si stanno già predisponendo le misure di sicurezza per il 15 maggio

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La corsa dei Ceri a Gubbio

La Festa dei Ceri di Gubbio potrebbe essere inserita tra i Beni Immateriali dell’Unesco, insieme alle altre città amiche delle feste delle macchine a spalla.
Sì, perché oltre ai siti patrimonio dell’Unesco, esiste un altro elenco stilato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, frutto della tradizione e della cultura immateriale delle varie comunità nel mondo. Si tratta di beni spesso tramandati di generazione in generazione per via orale.
Le forme immateriali della cultura sono state riconosciute dall’Unesco con la Convenzione del 2003, ratificata dall’Italia nel 2005. Secondo l’articolo 2, il patrimonio immateriale è definito come “le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale.  Questo lascito immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”.

L’Italia vanta, oltre all’arte della pizza, altri sette elementi iscritti della Lista per la tutela del patrimonio Unesco: l’opera dei Pupi siciliani, il Canto a tenore sardo, il Saper fare liutario di Cremona, la Dieta mediterranea, la Vite ad alberello di Pantelleria e l’arte della Falconeria, e dunque le Feste delle grandi macchine a spalla.
«Un passaggio che verrebbe a consolidare il cammino intrapreso con costanza e tenacia dalla nostra amministrazione » – ha detto il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati, annunciando la sua partecipazione a Roma all’apertura del convegno di studi nella prestigiosa sede della Commissione nazionale italiana Unesco, sul tema “Storie di restauro tra pratiche d’uso, conservazione e memoria” sotto l’egida del ministero e con i saluti introduttivi, oltre che del sindaco Stirati, di Caterina Bon Valsassina direttore generale per l’Archeologia, le Belle arti e il paesaggio del Mibact, di Francesco Scoppola direttore generale Educazione e ricerca del Mibact.
«Un’occasione per portare all’attenzione della Commissione nazionale Unesco proprio il “Restauro dei Ceri di Gubbio” – spiega il sindaco Stirati – con gli interventi di Tiziana Biganti storico dell’Arte Polo museale dell’Umbria, Patrizia Cirino antropologa Centro di documentazione e studio sulla Festa dei Ceri e, a seguire, con l’approfondimento “I Ceri del museo Nazionale delle arti e tradizioni popolari: acquisizione, esposizione, manutenzione e repatriation”».
Interessanti a proposito gli interventi di Stefania Baldinotti antropologa dell’Istituto centrale per la Demoetnoantropologia; Francesco Mariucci storico dell’arte Comune di Gubbio e Roberto Fofi restauratore del gruppo di lavoro del restauro dei Ceri.
Intanto si stanno già predisponendo le misure di sicurezza per il prossimo evento in programma per il 15 maggio.
L’obiettivo è quello di dare attuazione alle disposizioni di legge in materia di manifestazioni pubbliche, finalizzate a garantire tutto e tutti, senza “incidere” però sui riti e ritmi della giornata, responsabilizzando e coinvolgendo cittadini e ceraioli in una collaborazione essenziale, sulla base di un piano operativo che consenta di dare risposta alle criticità più evidenti.