Il bel boscaiolo fra i muli 

| E quella pausa pranzo di ceci e nuvole |

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il boscaiolo

di Paola Gualfetti

pubblicato il 28 gennaio 2017 16:34:29

Una scena di vita d’altri tempi.
Un ricordo da Montefranco, paese di collina, situato nella bassa Valle del Nera. Ci si arriva percorrendo una strada molto bella e anche alquanto comoda, delimitata da querce e castagni. Si attraversa un borgo murato, antichissimo, San Mamiliano, abitato nei primi anni del secolo scorso soprattutto da boscaioli.

Uno, in particolare, mi sovviene alla memoria, perché di belle fattezze e bei lineamenti. Robusto, moro, padrone di muli, che, carichi di legna da ardere, venivano fatti spesso camminare uno dietro l’altro, legati con le corde. Lui li precedeva, nemmeno voltandosi, tanta era la certezza della loro fedeltà.

Una visibile catena di obbedienza e fatica.

Verso le undici e mezza sedeva su una “cunetta” e, appoggiato sulle ginocchia rialzate, consumava il suo pranzo con calma, gustandolo.
Era spesso una minestra di legumi, fredda, di consistenza quasi marmorea, in un portapranzo di plastica, che richiudeva con cura, pronto per il giorno successivo, senza bisogno nemmeno di essere lavato, perché già accuratamente ripulito con il cucchiaio.

I suoi muli, in piedi, fermi, come a lato di una scena, con gli occhi umidi anche per il freddo.

Un pasto unico con un piatto unico.

E allora per una sorta di contrappasso vengono in mente i tanti lavoratori di oggi che nella pausa pranzo consumano il loro cibo, al caldo, fra linde tovaglie, ma frettolosamente, quasi sempre in compagnia di un disanimato cellulare.

Lui, la sua fredda tavoletta di legume la consumava lentamente, affiancato dai suoi muli, sotto l’amico cielo della sua terra amata e autentica.