Guidare: distrazioni per l’uso

Guidare: distrazioni per l’uso

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di Stella Carnevali

L’autista multitasking.

Che la tecnologia abbia reso i mezzi su strada più sicuri è innegabile. Ed è altrettanto innegabile che abbia anche reso l’uomo più distratto.

Non solo perché con tutti i nuovi sistemi, si rilassa piuttosto che stare all’erta.

Anche perché l’auto è diventata una minicasa confortevole, ricca di giocattoli e di servizi. E fin qui.

I tanti problemi nascono dal fatto che si pensa di poter utilizzare questi confort mentre si guida.

  • Il telefonino è al primo posto
  • seguito a ruota dall’impostazione del satellitare
  •  le connessioni bluetooth del telefono
  • impostare la radio che ha perso la stazione
  • guardare la partita nella mini tv
  • leggere il giornale
  • cercare il portacenere
  • scambiarsi effusioni eccessive
  • lasciare il cane o il gatto libero di circolare sui sedili posteriori
  • ritoccarsi il rossetto o addirittura truccarsi
  • aggiustarsi la cravatta
  • mangiare e bere per non perdere tempo
  • litigare
  • togliersi la giacca o il cappotto perché sente caldo.

 

Il tutto sempre in marcia, anche ad alta velocità.

Ciascuno di questi comportamenti genera distrazione e la distrazione, purtroppo, può coincidere proprio con il momento in cui si deve stare più all’erta, per evitare o causare un pericolo.

Che non sempre ha conseguenze lievi.