Giochi antichi e moderni 

In esposizione al Museo dell'Umbria

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giochi al museo

di Catia Fanti

pubblicato il 17 gennaio 2017 14:25:26

Fino al 17 aprile il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria (Manu) di Perugia ospita la mostra archeologica dal titolo “Giochi da Museo. Giocattoli antichi e moderni”.

L’esposizione propone una selezione di oggetti antichi frammisti ad altri di epoca moderna, attinenti alle attività ludiche. Si tratta appunto di giocattoli, ovvero utensili pensati per il divertimento dei bambini.

Tra questi figurano anche articoli più specificamente riferibili ad un pubblico adulto poiché spesso legati al gioco d’azzardo, più volte proibito in epoca romana. E’infatti credibile come questo costituisse una minaccia all’ordine pubblico in virtù delle inevitabili liti, dovute alle sorti del gioco.
Tale contesto, specie se in presenza di una posta, attirava non di rado i bari, come ben documentato dalla coppia di dadi truccati presenti in mostra.

Oltre quelli del Museo archeologico nazionale dell’Umbria, una serie di reperti riferibili al gioco in generale provengono dalla collezione Sambon di Milano, dal Museo del Vino di Torgiano, dai musei civici di Reggio Emilia.
Questi in particolare hanno fornito lo straordinario corredo funerario composto da suppellettili in miniatura, una vera e propria casa di bambola, appartenuta ad una giovane fanciulla, Iulia Graphis.

Bambole snodabili in osso, dadi, pedine, animaletti, rappresentazioni di attività ludiche nei vasi dipinti s’incaricano pertanto di raccontare un aspetto innato dell’attività umana, presente da sempre in ogni cultura e latitudine.

Di particolare rilievo è inoltre la piccola e rarissima trottola di epoca etrusca, in ceramica, dotata all’interno di piccoli sassi, tali da generare suoni durante la rotazione.

L’esposizione si avvale inoltre di inserimenti di epoca moderna, forniti dal Museo del giocattolo di Perugia, a suggerire nessi di continuità con un’attività umana sostanzialmente immutata.

L’esposizione si è avvalsa del contributo del Polo Museale dell’Umbria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.