Federica Cucinelli: «La mia vita è una fiaba» 

| Intervista alla “dama” di Solomeo |

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Federica Cucinelli

di Francesco Castellini – Solomeo è un piccolo borgo antico, arroccato su un colle nei pressi di Corciano.
Fino ad un paio di decenni fa segnato da un processo di desertificazione inesorabile.
Poi il miracolo.
Due anime si incontrano e danno vita ad una nuova epopea.
Tutto è partito da lì, dalla storia d’amore fra Brunello e Federica Cucinelli.
Un legame indissolubile, nato al tempo della scuola.

Fu Brunello a cogliere negli occhi di Federica quella stessa luce che si rifletteva nei suoi.
Fu lui ad insistere, fino a penetrarne il cuore.
Nacque così una storia importante destinata a cambiare il proprio destino e ad essere condivisa con quella di tante persone.

Oggi Brunello Cucinelli è conosciuto nel mondo come il “re” del cashmere, e ha fatto di questo posto un luogo magico, per certi versi fiabesco.

Lei, Federica Brenda Cucinelli, ne è l’amata “dama”, la si potrebbe chiamare “regina”, ma non ne sarebbe lusingata.
Da sempre una presenza discreta che si muove al fianco dell’uomo con cui spartisce fin da ragazzina l’avventura della vita.

La signora Federica la incontriamo fuori dall’Accademia Neoumanistica, il salone bianco pieno di libri dove si è appena svolta la conferenza stampa di presentazione della 19esima edizione del Festival Villa Solomei, che avrà luogo dal 30 giugno al 2 luglio.

Nell’occasione è stata anche annunciata la sinergia avviata tra la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli con la Fondazione Perugia Musica Classica.
«Siamo molto orgogliosi di questa fusione che abbiamo chiamato “Insieme per la musica” – dice la signora Federica – lo considero un onore, un altro importante tassello che viene ad aggiungersi alle tante iniziative che puntano a promuovere la cultura a la bellezza in questo posto. Il fatto di poter collaborare con una istituzione musicale storica e di così alto prestigio ci fa onore e apre nuove belle prospettive per Solomeo».

Ci sediamo ai tavolini sotto il loggiato che fa da terrazza e invita a proiettare lo sguardo sulla campagna circostante. E’ una bella giornata di maggio e il borgo è tutta una sinfonia di fiori, uno splendore di colori, un quadro, che se non fosse disegnato dalla natura sembrerebbe ricamato da una formidabile tessitrice.

Le chiediamo: Solomeo, polo economico, ma anche polo culturale?
«Sì, è proprio questo l’obiettivo che ci siamo posti fin dall’inizio con Brunello. Ci siamo sempre adoperati per diffondere la musica, il teatro, l’arte, la bellezza».

Perché cultura ed economia camminano insieme? Come contribuisce l’una cosa all’altra?
«Non ci può essere un benessere economico scollegato dalla cultura, intesa come scrigno di valori fondamentali, dove contano le tradizioni, l’educazione al buono, al bello.
L’arte che stimola il pensiero, che stuzzica la curiosità che non deve essere mai sopita. Che alimenta quel piacere di apprendere che non finisce mai.
La cultura diventa così quel valore aggiunto indispensabile per crescere, per evolversi, per godere in pieno delle bellezze della vita. E’ il passo in più, un gradino in più, che eleva, qualunque mestiere si faccia.
L’attività economica stessa, intesa come perseguimento del profitto, per essere etica, ha bisogno di un’ossatura, di una struttura, di una strategia che la innalzi, che in qualche modo ne giustifichi l’opera, altrimenti si rischia di perdere l’equilibrio, la dimensione, la bussola”.

Oggi c’è un po’ una diffusa riscoperta della Filosofia, intesa come ginnastica della mente. E qui, da queste parti, si parla spesso di pensiero.
«Credo che soprattutto in questo momento l’uomo abbia bisogno di ritrovarsi. Abbiamo avuto un periodo di rilassamento. Come se la crisi avesse riportato l’uomo ad una fase istintuale, a preoccuparsi della sopravvivenza prima di tutto, lasciando indietro il resto. Dando vita così ad una società più fragile, per certi versi distratta…
Ma sono convinta che le cose possono cambiare. Grazie anche a nostro Papa Francesco, che ci risveglia gli animi, che ci invita a riflettere intensamente sui grandi enigmi della vita, e ci esorta a perseguire una esistenza piena, più concentrata sulle cose importanti».

Conosco Brunello da molti anni. In qualche modo ho assistito da esterno alla vostra crescita. Si dice che il successo può travolgere, può essere pericoloso. Eppure voi non avete mai perso l’equilibrio vitale. A cosa si deve tutto questo?
«Vivere in un paese ci ha aiutato moltissimo. Perché il far parte di una comunità fa sì che non si perda mai il contatto con la realtà.
Il paese è quello che non ti fa sentire mai solo. Quando si vive insieme non esiste mai la disperazione, l’abbandono.
Perché se il vicino ha dei problemi troverà sempre qualcuno che lo ascolta. Solomeo si può dire è una grande bella famiglia».

Amore… quello che Dante canta “Amor che muove il sole e l’altre stelle”. Solomeo sembra davvero avvolta da questa “forza” speciale.
«Conta l’amore per l’ambiente, per le persone che ti circondano, per la famiglia. Sono nata qui a Solomeo e ho il piacere di vivere con amici che conosco dalla nascita.
Ma vedo che anche le nostre figlie amano il paese. Anche loro partecipano alle manifestazioni e con piacere le vedo attive nelle varie fasi organizzative.
Ho una nipotina che ha 6 anni e mezzo e cerco di trasferire questa passione anche a lei. Abbiamo fatto un orto. Lo coltiviamo insieme e lei si diverte un mondo a piantare le piante, a cogliere l’insalata, a vedere sbocciare i fiori».

C’è un sogno che non ha ancora realizzato?
«Io dico sempre che sto vivendo una favola. Sono molto felice di questo cambiamento di Solomeo.
Solomeo che non era conosciuto da nessuno. Oggi è famosa nel mondo. Vedo in giro giapponesi, americani, russi, che vengono a vedere come si vive da queste parti. E la cosa mi commuove e mi stupisce sempre.
Per me il paese è importante. Esci, vedi il bambino che gioca a carte con l’anziano. Saluti e parli con tutti.
Insomma c’è una vita in comune, un’attenzione verso l’altro che mi fa guardare al futuro con una rinnovata speranza. Perché sono profondamente convinta che sentirsi accolto, amato, rispettato, riconosciuto, rende gli uomini migliori e li stimola a fare solo cose buone e belle».