E’ cibernauta lo sportivo del III millennio

| Ora il videogioco è uno sport |

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di Stella Carnevali

pubblicato il 02 novembre 2017 14:49:29

Il videogioco è uno sport. Non è più un ozioso passatempo che isola dal mondo i bamboccioni di casa.
Non è da annoverarsi fra le dipendenze dalle quali liberarsi sotto la guida di specialisti.

Nuovo sport

 

Piuttosto servono degli allenatori perché adesso, “il Passatempo” ha l’aureola dello sport: in cui ci si allena, ci si sfida, ci si seleziona per partecipare a gare internazionali.

Come per gli scacchi non allena i muscoli, ma i neuroni, dunque niente pericolo, di movimento fisico ci sarà sempre bisogno.

I sostenitori lo ritengono un multitasking perché occorre fare cose diverse contemporaneamente, altro che suonare il pianoforte. Il tutto sotto continui pericoli. Insomma migliora gli aspetti cognitivi e percettivi, oltre a creare dei campioni di problem solving.

In un comunicato diffuso il 28 ottobre, dopo il summit tenutosi a Losanna, il Comitato internazionale olimpico, il Cio, “…Sostiene per la prima volta ufficialmente che i videogiochi, o meglio i cosiddetti “esports” possono essere considerati delle discipline agonistiche vere e proprie, e quindi “un’attività sportiva”.

Per essere pienamente riconosciuti dovranno comunque rispettare i valori olimpici e dotarsi di strutture per i controlli antidoping e la repressione di fenomeni come le scommesse.”

E’ il primo passo verso l’ingresso dei videogiochi nel mondo olimpico.

Tanto per cominciare i video giochi di tipo sportivo faranno parte del programma dei Giochi Asiatici del prossimo anno in Indonesia, e che di un loro ipotetico futuro alle Olimpiadi avevano parlato gli organizzatori di Parigi 2024 prima dell’assegnazione ufficiale di questa edizione dei Giochi, che poi la capitale francese ha ottenuto.
Gli “e-sports” sono in forte crescita, soprattutto fra i giovani a livello globale, e ciò può essere la piattaforma per un coinvolgimento nel movimento olimpico”.
Per essere pienamente riconosciuti dovranno comunque rispettare i valori olimpici e dotarsi di strutture per i controlli antidoping e la repressione di fenomeni come le scommesse. Il Comitato internazionale olimpico auspica un sempre maggiore dialogo tra le associazioni sportive e l’industria dei videogiochi.