Daniela Dragoni 

Intrecci di forme e colori

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Philippe Daverio e Daniela Dragoni

pubblicato il 12 gennaio 2017 18:14:11

Sono poche le certezze che ci pone l’epoca che stiamo vivendo, il Novecento, dopo aver visto il crollo del comunismo, del capitalismo, ed essendo ormai giunti al default della comunità europea, sembra che per la nostra generazione non ci sia salvezza. Questo è il riflesso che troviamo anche nell’arte contemporanea, un decadimento che ha toccato il suo picco più basso. Mi chiedo se in tutto questo caos si può trovare una via di uscita. Sono convinta che niente può essere per sempre e se, come afferma il poeta, “ogni volo parte da una caduta” adesso è giunto il momento di librare in alto le ali e di volare. Credo che dall’arte si possa e si debba ripartire. Convinzione ancora più profonda quando ho il piacere e l’onore di incontrare artiste come Daniela Dragoni. Una creativa che ha fatto delle sue doti un faro per se e per le tante pittrici che nel corso degli anni ha formato ed inserito nel mondo dell’arte contemporanea.
Maestra d’arte ha due scuole pittoriche in cui cerca con amore e passione di formare le nuove generazioni.. E’ nativa della terra aretina, dove da sempre si respira un profondo ed innato amore per la cultura ed il bello. E di questo luogo, dove ancora oggi arrivano turisti da tutto il mondo per ammirare i capolavori di Piero della Francesca, dove è un pullulare di iniziative culturali ed artistiche, Daniela porta i tratti impressi nel suo DNA.
Tantissimi i riconoscimenti ed i premi che la creativa si è aggiudicata tra cui l’ammirazione dei critici d’arte Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio e Giammarco Puntelli.

Professionista seria, capace, profonda conoscitrice della tecnica pittorica, Daniela ha passato una vita dedicandosi sempre con passione e profitto all’arte, unendo a tutto questo una grande e continua ricerca interiore e speculativa. Sono molti i generi pittorici che nel corso del tempo ha sperimentato, sempre con grande successo, passando dal figurativo classico, all’iperrealismo fino ad approdare nelle ultime tele ad un informale, concettuale di grande impatto visivo ed emozionale. Credo che Daniela, con questi lavori, entri di diritto accanto ai grandi nomi dell’arte contemporanea che uniscono alla ricercatezza della luce una profonda ed immensa spiritualità, ma anche un panteismo di altri tempi e maniera. Ed è questo il compito dell’arte, non fotografare la realtà, ma saperla interpretare per lasciare un segno tangibile del proprio tempo.
Con artisti come la Dragoni l’arte contemporanea può ritrovare il suo humus primordiale e tornare a splendere nell’olimpo degli Dei. Daniela, nelle sue opere unisce accanto a delle innate doti pittoriche, sempre nel corso degli anni affinate, anche un amore per il nuovo, è l’artista che cerca e vuole lasciare un’impronta riconoscibile della sua personalità.
La sua è una pittura emozionale, profonda, ed in maniera particolare è nelle ultime creazioni che riesce ad unire ai canoni fondamentali della bellezza, dell’armonia dell’arte classica, quel guizzo che pone i suoi lavori come innovativi. L’arte non può e non deve essere improvvisazione, e questo Daniela l’ha capito bene da sempre, per questo ha coltivato quel talento datogli da madre natura alimentandolo con studi e dedizione continua. Questo lungo ed interminabile cammino, ha premiato la nostra creativa, perché breve è la vita dell’artista che pensa solo per un momento di essere arrivato, invece lungo e glorioso è il cammino di coloro che non si accontentano mai, che sentono i loro limiti e provano quotidianamente a superarli.
Ed è proprio questo il tratto distintivo della sua arte, quel continuo sperimentalismo, quell’insoddisfazione che la portano continuamente ad esplorare nuovi lidi, a cimentarsi in altre sfide, da tutto questo è scaturita una produzione di enorme valore artistico in cui, con grande capacità, ha saputo racchiudere secoli di storia pittorica, dando vita ad opere dove le cromie sapientemente diluite ed armonizzate danno vita ad infiniti microcosmi. Ma è la ricerca della luce che come un guizzo fuoriesce dalla tela e prende vita dai grigi, dai neri, che rende il lavoro di magistrale bellezza. Quella luce che nel corso dei secoli è stata il tratto distintivo di artisti come Caravaggio, Vermeer, e che oggi è felicemente ricercata e reinterpretata da una pittrice del terzo millennio. Con artiste come Daniela, che valorizzano il bello in tutte le sue mille sfaccettature l’arte, potrà tornare a far sognare e ritrovare la giusta collocazione su quel trono che degnamente da sempre le aspetta.