La storia siamo noi

Umbria Libera, spazio aperto a tutto quanto fa spettacolo; a ciò che è meraviglia, natura, arte, gusto, magnificenza, e ovviamente… straordinaria e comune umanità.

Un giornale che nasce con l’intento di raccontare le infinite bellezze di questa terra. Un mondo compartecipato, che vuol essere luminoso e magico specchio, capace di esaltare luoghi e anime, e portare luce sulle numerosissime eccellenze disseminate, sia quelle conosciute e da tutti amate, che quelle spesso rimaste nascoste, emarginate, oscure.

Umbria Libera… di raccontare i propri capolavori sparsi, ma al contempo con l’occhio puntato sui suoi abitanti; fra cui spiccano, a volte nell’inconsapevolezza di molti, dei veri e propri “gioielli” esclusivi, ed eccezionale gente comune.

Un giornale che guarda a questa “terra di mezzo” come fosse una poesia tutta da scrivere e recitare, insieme. E questo grazie non solo ai giornalisti che vi operano e che stanno al servizio dei lettori, ma anche e soprattutto al contributo che ognuno può dare.

Vengono in mente le parole di Walt Whitman: “… il potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un verso”.

E dunque siamo tutti protagonisti, ognuno è chiamato a raccontare se stesso, riferire le personali impressioni, condividere, se vuole, una propria significativa esperienza di vita, magari dando voce agli amori che lo esaltano e lo circondano, fatti di persone care, ma anche di luoghi magici, di animali che fedeli ci affiancano nel tortuoso cammino.

Eccolo allora configurarsi un giornale intessuto di favole.

Che si fa forte dell’antico adagio: “La bellezza sta negli occhi di chi guarda”.

Umbria Libera è una corte comune, senza limiti e confini, un punto di ritrovo e di contatto, un luogo privilegiato di incontro, un percorso condiviso dove far correre tutte le emozioni.

Perché siamo tutti importanti, e tutti meritiamo di essere raccontati.

E, dunque, come canta De Gregori, che peraltro ha scelto Spello per il suo buen retiro, “La storia siamo noi, nessuno si senta offeso. Siamo noi questo prato di aghi sotto al cielo. La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso. Siamo noi questo piatto di grano”.

Francesco Castellini