Cambio della guardia alla presidenza del Tribunale di Perugia

Al giudice Gaetano Mautone subentra la giudice Mariella Roberti

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Presidente Mariella Roberti

di Stella Carnevali

Anche al tribunale di Perugia c’è l’avvicendamento tra presidenti.

Il giudice Gaetano Mautone, presidente della sezione penale e, dal 1 giugno di quest’anno, anche presidente del tribunale, in attesa della nomina che in novembre è arrivata.  Il nuovo presidente infatti è la giudice Mariella Roberti.

Gaetano Mautone torna nella sua Viterbo, città d’adozione, perché è di origini salernitane. Viterbo dove vive la sua famiglia che, per cinque anni da Perugia, ha raggiunto solo nei fine settimana.

Giudice come sono stati questi cinque anni a Perugia?

“Sono stato bene per quanto riguarda la città. Ma i problemi del tribunale, mi riferisco ora alla sezione penale, sono sempre quelli della mancanza di personale. Mancano molti giudici e manca il personale amministrativo. Se si tiene conto che, gravano su Perugia le competenze su Roma, siamo una specie di ombelico del mondo dove tutto viene riversato. Ma dove non sono possibili risposte migliori di quelle che diamo, anche a causa delle emergenze.”

Di che tipo?

“I processi a soggetti detenuti hanno la precedenza, i processi per violenza carnale hanno la precedenza, sui minori la precedenza assoluta. Si è costretti a dedicare un tempo frammentato a quei processi che, invece, richiederebbero approfondimenti e indagini senza interruzioni. E che sono spesso fondamentali per distruggere nuclei di criminalità organizzata.”

Come siamo messi a Perugia?

“La città soffre di un’ondata di ritorno di stranieri, spesso nordafricani, che trafficano in droga e prostituzione. Diciamo che Perugia non ha una vera e propria criminalità endemica, piuttosto ne ha una prevalentemente importata.”

Però non si viene a capo dei tempi lunghi della giustizia

“Mi riferisco sempre alla sezione penale: non possiamo fare più di quattro udienze al giorno, è sempre obbligatoria la presenza del cancelliere, figure che, come ho detto, mancano.  Per esempio nel civile con la tecnologia si è adottato il metodo di registrazione. Nel penale non si può.

Perugia è anche una sede che ha formato molti colleghi, poi promossi in Cassazione. Ecco, facciamo il caso di un collegio giudicante composto da tre membri. Se uno di questi se ne va, deve essere rifatta tutta l’istruttoria, insomma si ricomincia daccapo. Perché l’istruttoria e la sentenza devono essere trattate dagli stessi giudici.”

E queste riforme di cui si parla?

“Lo scoglio in Italia è la redazione delle sentenze. Non è come nei sistemi anglosassoni: colpevole o innocente. Da noi la sentenza prende molto tempo perché deve essere ben motivata. Anche se sono stati ridotti i requisiti per il ricorso in appello ed anche per quello in Cassazione.”

E il tipo di prescrizione che si è adottata?

“Vale per i nuovi, 1 anno e mezzo. Per i processi in corso non si applica. Pensi al recente processo che si è risolto con un’assoluzione dopo 9 anni in primo grado, che ha visto imputato Bindella. Negli Stati Uniti questo processo non sarebbe mai iniziato. In Francia, ad esempio se entro due anni non si è individuato il colpevole, si prescrive”.

E dei delitti contro la pubblica amministrazione in cui sembra che esistano solo i furbetti del cartellino?

“Anche lì il gioco è in mano alla prescrizione. Perché quando si viene a capo del reato sono già passati anni da quando il reato stesso si è configurato. E se anche si dovesse giungere a sentenza nel primo grado, poi in appello arriva sempre il tempo prescrittivo a chiudere tutto.”

I suoi colleghi?

Ho conosciuto colleghi molto validi, dicevo prima che Perugia è un po’ un trampolino di lancio per la Cassazione, penso a Ricciarelli, Micheli, Cenci, Semeraro, forse qualcuno ora non mi viene in mente.”

Ora se ne va

“Torno da mia moglie, a Viterbo la mia città d’adozione, qui per quanto riguarda la vita privata ho fatto vita d’albergo. La casa è proprio un’altra cosa.”

 

Auguri di buon lavoro Presidente.