Anche Sting si veste da Niba 

| Con Rita Babini l'alta moda a Perugia |

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Rita Babini

di Stella Carnevali

pubblicato il 29 aprile 2017 11:24:33

Perugina doc, bionda, bella ragazza, molto conosciuta perché è sempre stata al pubblico.

Vestita di aplomb e competenza, ma soprattutto ha realizzato il sogno che aveva fin da piccola.
Occuparsi della moda e del fashion.

E’ Rita Babini, conosciuta per il prestigioso negozio del lusso, Niba, in cima all’acropoli.

Come dire l’equivalente a via Montenapoleone a Milano o in via Condotti a Roma.
Ma non fatevi ingannare, dietro la grazia e il sorriso, è un tipo tosto.

Ha recitato dai 18 ai 23 al teatro della Turrenetta, dove Artemio Giovagnoni la voleva in tutte le sue commedie. Sia in italiano che in perugino.

Nel frattempo si era già diplomata in moda e costume all’Accademia di Belle Arti di Perugia.

“Anche da piccola – così la Babini – guardavo sempre le scarpe delle signore, i vestiti, i capelli, le acconciature, i dettagli. Ne restavo affascinata. E non so da dove mi sia venuta questa passione. Mio padre era impiegato e mia madre casalinga. Abitavamo nelle case popolari di via Birago”.

“Siamo nel 1976, insieme al mio ragazzo, poi mio marito, cominciamo a pensare al futuro, visto che con il teatro si guadagnava troppo poco. Così a maggio apriamo un piccolo negozio di abbigliamento in via Maestà delle Volte. All’inizio non potevano permetterci grandi aziende, quindi la scelta cadeva su quello che ci potevamo permettere”.

Ma il negozio è andato subito bene, sempre pieno di gente da subito.

“Tanto che circa 6-7 anni dopo riusciamo ad acquistare il locale confinante. E successivamente anche l’altro, dove prima c’era il negozio di alimentari di Lepri.”

Da qui cominciano i contatti come le griffe importanti, come Kenzo quando era al top della notorietà e viveva a Parigi, Versace, Armani. Ma solo abbigliamenti ed accessori al femminile.

“Sempre io lui, nel frattempo diventato mio marito, senza commesse. Le donne le vestivo io, si affidavano completamente a me per il loro guardaroba e per il look da indossare. Dopo l’acquisizione del negozio di Lepri abbiamo puntato ancora più in alto. Con Alaiia, tunisino affermatissimo, Jean Paul Gautier, fino ad arrivare a Prada”.

Occorre precisare che non basta aprire un negozio e andare a cercare le grandi firme. C’è una durissima selezione. Prima di affidarti la vendita dei loro prodotti, queste aziende dal nome internazionale, vogliono solide referenze.
Sulla competenza, l’esperienza, la location e l’affidabilità.
E vogliono anche sapere quali altre firme il negozio ha intenzione di acquistare. Perché alcuni non si vogliono confondere con altri.

Ma quando sei in cima alla salita e, dunque, hai sfondato, succede che durante Umbria Jazz, entrino Sting e signora nel negozio cercando abiti di Gautier. Che lo vogliano chiuso, cioè solo per loro, per scegliere in santa pace quello che intendevano comprare.

“Si sono portati via quasi tutto. Ma anche Caetano Emanuel Viana Telles Veloso, musicista brasiliano, stesso copione, tenere aperto il negozio solo per lui”.

Naturalmente quasi tutta la Perugia-bene, ma questo fin da subito grazie all’intuito, e alla capacità di Rita a trovare soluzione personalizzate per ogni cliente.

Ma c’è una altro vip con cui aveva stretto un’amicizia di quelle che restano: Hidetoshi Nakata, che all’epoca giocava nel Perugia ed era anche un suo vicino di casa. Era molto amato non solo dagli sportivi. Venduto alla Roma, infila il goal vincente alla Signora e fa vincere lo scudetto ai giallorossi nel campionato 2000/2001.

“La sera parlavamo sempre di moda, lui era un appassionato, un intenditore del fashion, professionalmente viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda”.

“Eravamo diventati un luogo d’incanto, d’avanguardia. E’ così che ci viene in mente di creare, in via della Gabbia, il primo negozio outlet verso il 1989. Arredato con le bancarelle come se fosse un mercatino, tutto al 50 per cento. Il primo giorno avevamo aperto alle 16, alle 20 era finito tutto”.

Non è possibile pensare che un successo così non abbia avuto dei prezzi o delle ripercussioni nella vita della nostra artista Rita Babini.

“Mi sono dedicata interamente al lavoro, anche se con grande passione. Non ero mai stanca. Rincorrevo un’idea dietro l’altra. Mi ha tarpato le ali per quanto riguarda avere dei figli e una famiglia, questo sì. Ma questa è stata una scelta. Ne ha sofferto la mia vita privata, avevo sempre pochissimo tempo”.

Accanto all’abbigliamento donna nasce anche quello da uomo. Dapprima nello stesso negozio, era un mix, e in quel periodo era di gran moda.

Fino a quando non si è liberato il negozio di arredi sacri, sempre in via Maestà delle Volte, aperto in un ex chiesa. Le mura in cui opera Niba sono tutte della curia vescovile, con contratto di affitto. Questo nuovo locale diventa così Niba Uomo ed assume quattro nuovi dipendenti.

E gli accessori prestigiosi delle stesse marche di lusso.

Niba ha l’esclusiva per Perugia di Prada, Miu Miu, Ferragamo, Dolce&Gabbana, e di Zanellato con la famosa postina che molte ragazze hanno acquistato.

“Nel frattempo sono subentrati nella gestione i miei nipoti, figli di mia sorella. Una specie di passaggio del testimone, in futuro, perché al momento resto la stessa direttrice artistica di sempre”.

Un negozio con prezzi decisamente alti, frequentato anche da chi, in teoria, non potrebbe permetterseli.

“Chi ama vestirsi bene, magari risparmia e ogni tanto investe in qualche bel capo. Tenendo conto della qualità. Un buon capo non fa solo figura, dura anche a lungo”.

La crisi c’è stata e c’è ancora.

“Così si cerca di diversificare la gestione, con la vendita on line per esempio o con altre iniziative”.

Chi la conosce da ragazzina, sa anche che Rita Babini è rimasta l’entusiasta di sempre, ironica, allegra e piena di vita.

Non ritiene di essere cambiata da quando viveva con la mamma in via Birago.
Stessa grinta, stessa sensibilità. Pur diventando una grande professionista del fashion.