Sistina Experience nel mondo

Se Maometto non va alla montagna...

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ing. Paolo Belardi durante la presentazione

L’arte di gestire l’arte, Sistina Experience. Il volume elementare candido.

Sottotitolo: utto sotto il più stretto controllo, tutto è  riproducibile in ogni parte del mondo.

Al riparo dai temporali romani nella sala convegni dei Musei Vaticani. Il pomeriggio del 7 febbraio. Con la partnership dell’Accademia di belle arti di Perugia accanto alla società Archimede, la società Tecla di Gubbio, l’università degli studi di Perugia con la facoltà di ingegneria.

La calda accoglienza  dei padroni di casa. A cominciare da Barbara Jatta,  direttore dei Musei Vaticani  con il coordinamento della giornalista, eugubina, Rossella Alimenti del tgr Lazio. E’ iniziata la presentazione del progetto più antico ed insieme, più futurista per un’opera che solo a nominarla evoca i brividi, La Cappella Sistina di Michelangelo.

Siamo nei Musei del Papa, 7 chilometri, 13 collezioni, con antichissime tradizioni e attenzione all’innovazione di questi ultimi decenni.

La società Archimede,  presenta i progetti che sono la sintesi di questo modo di promuovere i beni culturali.  I clavigeni (coloro che nei musei Vaticani conservano tutte le chiavi) hanno aperto ogni minuscolo scantinato,  affinché, anche al di sotto del millimetro, questi infiniti metri quadri, potessero essere informatizzati in immagini e catalogazione.

Intanto il sistema più raffinato e perfetto di controllo dello stato di questi beni, è stato messo a punto.

Ma non solo questo.

Perché i pixel viaggiano in due sensi: catturano e restituiscono. Ecco restituire, forse questa la parola chiave di questo incredibile progetto.

 

A Paolo Belardi, direttore dell’Accademia, nel suo intervento ha voluto distinguere, facendosi proiettare alle spalle il ritratto di Walter Benjamin fatto da Andy Warol, tra copia di un’opera d’arte che il filosofo ritiene priva d’anima, e la Replica.

Chiama dunque a testimoniare il teatro per cui le repliche hanno sempre un’anima autentica ed originale, ergo le immagini della Cappella Sistina replicate con le nuove tecnologie, sono delle repliche, vivono di vita propria, sono opere a sé.

 

La presentazione

Una Cappella Sistina itinerante? Si può fare: ecco la replica multimediale in scala reale.Da New York a Pechino, a Rio de Janeiro, l’idea per realizzarla presentata in Vaticano da una équipe umbra. Musei Vaticani in 3D, diventando realtà: il lavoro di valorizzazione firmato dall’azienda umbra Archimede Arte

Una Cappella Sistina multimediale itinerante. Da smontare e rimontare a New York, Pechino, Mosca o a Rio de Janeiro. La replica in scala reale di uno dei più famosi tesori culturali ed artistici della Città del Vaticano, simbolo dell’arte italiana, può diventare realtà e girare il mondo. È questa la proposta avanzata da Archimede Arte srl in sinergia con una articolata équipe interdisciplinare (Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia, Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, Tecla srl di Gubbio) presentata nella Sala convegni dei Musei Vaticani, alla presenza di una folta schiera di addetti ai lavori. Una novità nel panorama della fruizione delle opere d’arte che è stata dettagliatamente descritta durante la presentazione delle scansioni in 3D del patrimonio dei Musei Vaticani, un minuzioso lavoro di rilievo laser e fotogrammetrico che Archimede Arte, divisione di Archimede srl, ha effettuato su tutte le aree del monumentale complesso museale: il Museo Gregoriano Etrusco, il Museo Chiaramonti, il Braccio Nuovo, il Museo Pio Clementino, le Stanze di Raffaello, la Cappella Nicolina, la Torre dei Borgia, la Pinacoteca, il Cortile della Pigna, la Scala del Bramante e la Cappella Sistina. Rilievi georeferenziati, iniziati nel 2014, frutto di un progetto commissionato dai Musei Vaticani con l’intento di conoscere e salvaguardare la bellezza millenaria delle opere artistiche facendo uso di tecnologia avanzatissima per la catalogazione e gestione dei beni artistici, in grado di unire più fonti di dati al fine di una maggiore conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale. “

Il progetto prevede, inoltre, che dalla digitalizzazione e dal database di dati, di nuvole e di fotografie, tutto il personale degli uffici dei Musei Vaticani potrà avvalersi di questa piattaforma grafica e georeferenziata. Tali funzionalità permetteranno la catalogazione di ogni componente di una parete affrescata, la gestione operativa e integrata delle informazioni potendo rappresentare direttamente sull’opera le attività di restauro effettuate, i servizi di pulizia e spolveratura da eseguire, rappresentare la sensoristica sulle pareti affrescate, la disposizione dei custodi in real time presenti nelle sale, il monitoraggio dei visitatori.

“Questo enorme lavoro di conoscenza, tradotto e trasformato in un insieme digitale di informazioni – ha evidenziato Aldo Pascucci, titolare e amministratore di Archimede – è anche il modo di catalogare e di ‘salvaguardare’ nello stato in cui si trova, questo imponente patrimonio artistico. Auspichiamo che ciò sia replicato a tutti i livelli in Italia, nelle singole regioni, comuni, dimore storiche, palazzi, diocesi, monasteri, cattedrali e abbazie per consentire la conoscenza e la salvaguardia di questo immenso patrimonio artistico e culturale che nei secoli ci è stato tramandato. Certamente la digitalizzazione non può preservare fisicamente le opere dalle incurie e dagli eventi naturali, ma può indubbiamente salvaguardare la conoscenza a beneficio delle nuove generazioni”.

A seguire gli interventi di Annibale Luigi Materazzi, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Perugia, di Mario Rampini, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Poi i lavori, moderati dalla giornalista Rossella Alimenti del Tgr Lazio, sono proseguiti con le relazioni di Luca della Giovampaola dell’Ufficio Supporto Tecnologico dei Musei Vaticani, che ha spiegato il progetto GIS – Geografic Information System con cui i Musei Vaticani attraverso la rilevazione di tutti gli immobili di loro competenza e la conseguente riproduzione virtuale in 3D vogliono documentare in modo adeguato e attendibile l’intero patrimonio dei Musei e permetterne una migliore catalogazione e gestione; mentre Giuseppe Natalizi di Archimede Arte ha dato risalto all’esperienza di rilievo georeferenziato eseguito con tecniche laser scanner, fotogrammetriche e fotografiche. A presentare poi il concept relativo alla proposta di replica multimediale itinerante della Cappella Sistina sono stati Paolo Belardi, dell’Università di Perugia, Simone Bori, dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, e Fabio Ferrario di Tecla srl.

 

Il concept della replica multimediale itinerante della Cappella Sistina, contrassegnato dallo slogan Sistina Experience, incarna un’idea solo apparentemente insolita, ma in realtà assolutamente in linea con le tendenze espositive contemporanee più avanzate, in quanto, in virtù di una regia di alto profilo dedicata agli aspetti comunicativi e didattici, consentirebbe di vivere in modo multisensoriale e multifunzionale uno dei luoghi artistici più celebri a livello planetario.

Con i suoi 15 metri di larghezza, 42 metri di lunghezza e 33 metri di altezza, all’esterno Sistina Experience si presenta come un volume elementare candido, segnato da una successione ritmica di telai in legno che misurano un volume che presenta le dimensioni reali della Cappella Sistina e che protegge la replica delle opere d’arte interne, previste realizzate con un mix di tecnologie tradizionali e innovative volte a garantire il carattere programmaticamente multimediale. Infatti, a una serie di riproduzioni in stampa diretta ai raggi UV, viene affiancata una serie di videowall per replicare “il ciclo dei Quattrocentisti”, mentre, attraverso tecniche videomapping, la volta è prevista riprodotta con sistema di retroproiezione e la parete del Giudizio Universale è prevista riprodotta con proiezione diretta. Queste tecniche consentiranno ovviamente anche di organizzare dei veri e propri percorsi visivi esperienziali, che potranno ingrandire i dettagli degli affreschi fino a occupare intere pareti per consentire di apprezzare particolari altrimenti impercettibili o potranno far vivere al visitatore l’esperienza percettiva di come appariva la Cappella Sistina con il cielo stellato pittato da Piermatteo d’Amelia precedentemente all’intervento di Michelangelo. Sarà, inoltre, possibile toccare riproduzioni di affreschi realizzati con tecniche innovative che esaltano la componente materica del dipinto. 

“La mia équipe di ricerca, che coniuga sinergicamente le competenze scientifiche proprie dell’Università degli Studi e quelle artistiche proprie dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, lavora integrando rilievo e progetto ovvero contaminando conoscenza e ideazione – afferma Paolo Belardi, responsabile scientifico della proposta Sistina Experience –  Da qualche anno a questa parte stiamo concentrando i nostri studi sul tema della replica delle opere e dei luoghi d’arte. Così, quando il nostro percorso si è incrociato con quello di Archimede Arte e siamo venuti a conoscenza del formidabile materiale documentario acquisito nei Musei Vaticani, è stato inevitabile avanzare la proposta di una replica multimediale. Così come è già avvenuto in Francia con Lascaux 4, la replica multimediale delle grotte di Lascaux (che, tra l’altro, sono note in tutto il mondo come “la Sistina della Preistoria”). Ma la vera specificità della nostra Sistina Experience è il carattere itinerante, che rende possibile il montaggio nei luoghi più disparati del globo terrestre: da New York a Mosca, da Rio de Janeiro a Pechino”.

UN MODELLO SOFT-TECH. Il concept prevede una struttura in legno lamellare concepita da Tecla srl con sistemi d’incastro facilmente montabili e smontabili in modo da essere facilmente trasportabili. Un basamento a cui sono incastrati i telai in legno rende autoportante l’intero volume e consente il passaggio degli impianti tecnici necessari al funzionamento di tutte le tecnologie applicate e dei sistemi di regolazione e controllo del microclima interno. Ciò che ne risulta è un progetto soft-tech fortemente sostenibile, perché fondato sull’impiego di materiali riciclabili e a basso impatto ambientale.

A specificare le valenze multifunzionali e multisensoriali sintetizzate con lo slogan “Sistina Experience” è stato Simone Bori, che ha descritto le caratteristiche architettoniche del volume esterno e degli spazi interni, delle atmosfere esperienziali legate alla replica degli apparati artistici e illustrerà simulazioni infografiche della replica itinerante allestita in luoghi tra i più iconici del pianeta. A chiudere i lavori, l’intervento di Claudia Conforti, illustre storica dell’architettura dell’Università di Roma Tor Vergata.

 

di seguito il link da cui “visionare” le immagini relative al rilievo dei Musei Vaticani:

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/eventi-e-novita/iniziative/il-giovedi-dei-musei/2017/digitalizzazione-modellazioni-3d.html

Ecco i Musei Vaticani in 3D, millimetro per millimetro, l lavoro di valorizzazione firmato dall’azienda umbra Archimede Arte, presentato in Vaticano e lanciato il concept di una replica multimediale itinerante della Cappella Sistina.

 

Il patrimonio dei Musei Vaticani scansionato millimetro per millimetro. È il minuzioso lavoro di rilievo laser e fotogrammetrico, eseguito da Archimede Arte, divisione di Archimede srl, di tutte le aree del monumentale complesso museale: il Museo Gregoriano Etrusco, il Museo Chiaramonti, il Braccio Nuovo, il Museo Pio Clementino, le Stanze di Raffaello, la Cappella Nicolina, la Torre dei Borgia, la Pinacoteca, il Cortile della Pigna, la Scala del Bramante e la Cappella Sistina. Rilevamenti ad altissimo livello di dettaglio portano alla creazione della nuvola di punti, alle rappresentazioni 3D che ora vengono utilizzate negli affascinanti tour virtuali a 360° dei Musei Vaticani e in altri progetti, che permettono ai fruitori di ammirare i dettagli di affreschi, marmi, decori e molte altre preziose opere, fruendo così del patrimonio artistico in tutto il suounico splendore.

I rilievi georeferenziati, iniziati nel 2014, sono frutto di un progetto commissionato dai Musei Vaticani con l’intento di conoscere e salvaguardare la bellezza millenaria delle opere artistiche facendo uso di tecnologia avanzatissima per la catalogazione e gestione dei beni artistici, in grado di unire più fonti di dati al fine di una maggiore conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale.

Archimede Arte ha dapprima realizzato, all’interno del Progetto GIS (Geographic Information System), la digitalizzazione e la modellazione 3D di tutte le principali aree espositive e ha poi avanzato, in sinergia con un’articolata équipe interdisciplinare (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Perugia, Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, Tecla srl di Gubbio), una proposta fortemente sperimentale, volta a restituire la replica multimediale itinerante (ovvero smontabile e rimontabile liberamente in ogni parte del mondo, da Pechino a Mosca fino a Rio de Janeiro) della Cappella Sistina.

Un grande concept che è stato presentato oggi alla Sala Convegni dei Musei Vaticani. Dopo i saluti introduttivi di Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani, Monsignor Paolo Nicolini, delegato amministrativo-gestionale dei Musei Vaticani, Aldo Pascucci, AD di Archimede Arte, Annibale Luigi Materazzi, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Perugia, Mario Rampini, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, sono seguiti gli interventi, moderati dalla giornalista Rossella Alimenti del Tgr Lazio. A presentare il progetto sotto il profilo della conoscenza e della salvaguardia, Luca della Giovampaola dell’Ufficio Supporto Tecnologico dei Musei Vaticani e Giuseppe Natalizi di Archimede Arte. Il concept relativo alla proposta di replica multimediale itinerante della Cappella Sistinaè stato presentato da Paolo Belardi, dell’Università di Perugia, Simone Bori, dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, e Fabio Ferrario di Tecla srl. A chiudere i lavori, l’intervento di Claudia Conforti, illustre storica dell’architettura dell’Università di Roma Tor Vergata.

Grazie alla sofisticata tecnologia impiegata da Archimede Arte è stato possibile creare un modello in tre dimensioni del patrimonio artistico delle aree rilevate. Gli strumenti laser scanner e le altre tecnologie altamente professionali – tra le quali le teste panoramiche e le fotocamere HD utilizzate per rilevare gli immobili con una precisione inferiore al millimetro pixel e i software di elaborazione grafica, hanno permesso rappresentazioni tridimensionali estremamente vivide e minuziose nella qualità del dettaglio. Il progetto prevede, inoltre, che dalla digitalizzazione e dal database di dati, di nuvole e di fotografie, tutto il personale degli uffici dei Musei Vaticani potrà avvalersi di questa piattaforma grafica e georeferenziata.

Tali funzionalità permetteranno la catalogazione di ogni componente di una parete affrescata, la gestione operativa e integrata delle informazioni potendo rappresentare direttamente sull’opera le attività di restauro effettuate, i servizi di pulizia e spolveratura da eseguire, rappresentare la sensoristica sulle pareti affrescate, la disposizione dei custodi in real time presenti nelle sale, il monitoraggio dei visitatori.

 

“Il progetto, ideato da Archimede Arte congiuntamente con gli Uffici tecnologici e dell’inventario generale dei Musei Vaticani consente innanzitutto di conoscere la situazione ad oggi dei luoghi, degli immobili e delle opere del più importante museo del mondo – dichiara Aldo Pascucci, titolare e amministratore dell’azienda – Tale rilievo, di altissima qualità e di infinitesima precisione, consente, attraverso la georeferenziazione, di poter ricostruire con una lunghissima fase di rielaborazione e l’utilizzo di particolari software, corpi di fabbrica, spessori delle mura, congiungimento di magazzini e pertugi, difficilmente immaginabile per l’estensione dei palazzi, la complessità architettonica e le costruzioni addizionali che nei secoli hanno continuamente cambiato la struttura dei corpi di fabbrica e il loro accesso”. Un grande lavoro utile per divulgare il patrimonio artistico, ma anche per preservarlo.“Questo enorme lavoro di conoscenza, tradotto e trasformato in un insieme digitale di informazioni – aggiunge Pascucci – è anche il modo di catalogare e di ‘salvaguardare’ nello stato in cui si trova, questo imponente patrimonio artistico. Auspichiamoche ciò sia replicato a tutti i livelli in Italia, nelle singole regioni, comuni, dimore storiche, palazzi, diocesi, monasteri, cattedrali e abbazie per consentire la conoscenza e la salvaguardia di questo immenso patrimonio artistico e culturale che nei secoli ci è stato tramandato. Certamente la digitalizzazione non può preservare fisicamente le opere dalle incurie e dagli eventi naturali, ma può indubbiamente salvaguardare la conoscenza a beneficio delle nuove generazioni”.

 

Il concept della replica multimediale itinerante della Cappella Sistina, contrassegnato dallo slogan Sistina Experience, incarna un’idea solo apparentemente insolita, ma in realtà assolutamente in linea con le tendenze espositive contemporanee più avanzate, in quanto, in virtù di una regia di alto profilo dedicata agli aspetti comunicativi e didattici, consentirebbe di vivere in modo multisensoriale e multifunzionale uno dei luoghi artistici più celebri a livello planetario.

All’esterno Sistina Experience si presenta come un volume elementare candido, segnato da una successione ritmica di telai in legno che misurano un volume che presenta le dimensioni reali della Cappella Sistina (15 metri di larghezza, 42 metri di lunghezza e 33 metri di altezza all’esterno) e che protegge la replica delle opere d’arte interne, previste realizzate con un mix di tecnologie tradizionali e innovative volte a garantire il carattere programmaticamente multimediale. Infatti, a una serie di riproduzioni in stampa diretta ai raggi UV, viene affiancata una serie di videowall per replicare “il ciclo dei Quattrocentisti”, mentre, attraverso tecniche videomapping, la volta è prevista riprodotta con sistema di retroproiezione e la parete del Giudizio Universale è prevista riprodotta con proiezione diretta. Queste tecniche consentiranno ovviamente anche di organizzare dei veri e propri percorsi visivi esperienziali, che potranno ingrandire i dettagli degli affreschi fino a occupare intere pareti per consentire di apprezzare particolari altrimenti impercettibili o potranno far vivere al visitatore l’esperienza percettiva di come appariva la Cappella Sistina con il cielo stellato pittato da Piermatteo d’Amelia precedentemente all’intervento di Michelangelo. Sarà, inoltre, possibile toccare riproduzioni di affreschi realizzati con tecniche innovative che esaltano la componente materica del dipinto.

 

“La mia équipe di ricerca, che coniuga sinergicamente le competenze scientifiche proprie dell’Università degli Studi e quelle artistiche proprie dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, lavora integrando rilievo e progetto ovvero contaminando conoscenza e ideazione – afferma Paolo Belardi, responsabile scientifico della proposta Sistina Experience –  Da qualche anno a questa parte stiamo concentrando i nostri studi sul tema della replica delle opere e dei luoghi d’arte. Così, quando il nostro percorso si è incrociato con quello di Archimede Arte e siamo venuti a conoscenza del formidabile materiale documentario acquisito nei Musei Vaticani, è stato inevitabile avanzare la proposta di una replica multimediale. Così come è già avvenuto in Francia con Lascaux 4, la replica multimediale delle grotte di Lascaux (che, tra l’altro, sono note in tutto il mondo come “la Sistina della Preistoria”). Ma la vera specificità della nostra Sistina Experience è il carattere itinerante, che rende possibile il montaggio nei luoghi più disparati del globo terrestre: da New York a Mosca, da Rio de Janeiro a Pechino

 

Il concept prevede una struttura in legno lamellare concepita da Tecla srl con sistemi d’incastro facilmente montabili e smontabili in modo da essere facilmente trasportabili. Un basamento a cui sono incastrati i telai in legno rende autoportante l’intero volume e consente il passaggio degli impianti tecnici necessari al funzionamento di tutte le tecnologie applicate e dei sistemi di regolazione e controllo del microclima interno. Ciò che ne risulta è un progetto soft-tech fortemente sostenibile, perché fondato sull’impiego di materiali riciclabili e a basso impatto ambientale. Né, in questo momento storico, potrebbe essere diversamente.

 

di seguito il link da cui “visionare” le immagini relative al rilievo dei Musei Vaticani:

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/eventi-e-novita/iniziative/il-giovedi-dei-musei/2017/digitalizzazione-modellazioni-3d.html