Amare Perugia

Intervista a David Andrea Orsini

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David Andrea Orsini

 

In via Bonazzi a Perugia che più centro storico non si può.

 

Infatti è anche vice-presidente di Acropolis, l’associazione nata per la salvaguardia del centro storico, è segretario generale dell’associazione Perugia 1416, gestisce insieme al padre la Ipso art gallery. Si occupa di affari immobiliari, conosce le lingue, ama tutte le arti visive.

E’ David Andrea Orsini, quarantenne di bella presenza, bella voce, bei modi, bella cultura.

 

David lei è figlio unico?

“No, ho una sorella sposata che vive a Parigi. Ho due anni meno di lei, ma abbiamo deciso che sono io il più grande, nel senso che, poiché vivo a Perugia, ho preso le redini degli affari di famiglia.”

 

Ha frequentato le scuole qui a Perugia?

“Fino alle superiori. Al liceo linguistico Don Bosco dove mi sono trovato molto bene per la qualità e la cura della didattica.  Mi piaceva conoscere le lingue, ogni anno facevo un viaggio studio all’estero. Per l’università non ho trovato subito la strada: prima a Roma ad Architettura, ma la complessità della vita da studente a Roma, rendeva dispersivo ogni mio fare.”

 

Quindi?

“Pungolato anche da mio padre sono tornato a Perugia dove, nel frattempo, era stata aperta la facoltà di Comunicazione internazionale”.

 

La sua è una famiglia molto legata a Perugia

“Lunghe e solide radici ci legano a questa città, Mio padre e  mia madre sono una coppia incredibile e forse anacronistica. Insieme da sempre, ancora oggi si tengono per mano, si guardano innamorati, mio padre le porta i fiori.

 

Suo padre, Mario Orsini, un personaggio

“Capace di declamare interi canti a memoria della Divina Commedia. Ama il latino. La galleria si chiama Ipso ed è l’acronimo di Immagine, parole e suoni. E’ dal 1979 che è stata aperta proprio per far conoscere gli artisti.  E non sono pochi quelli che, partiti da qui sconosciuti, hanno avuto successo. Ricordo anche un’antologica su Andy Warhol.  O la visita di Pavarotti di cui abbiamo ancora la locandina”.

 

Sostenere l’impegno di una galleria d’arte è oneroso, soprattutto negli ultimi tempi

“L’abbiamo sempre vissuto come un contributo alla città, oltreché per la passione che anima tutta la famiglia. Siamo andati avanti da soli, con qualche sponsor privato, e rarissime e comunque simboliche, le due o tre partecipazioni delle istituzioni pubbliche in quasi 40 anni.”

 

In questi ultimi sette-otto anni molti artisti hanno potuto esporre grazie alla Ipso  arts Gallery

“Anche quelli meno conosciuti o quotati, ci piace essere mecenati”.

 

David, lei è molto giovane, pure ha un che di persona navigata

“Sono sposato con Lucia e ho un bambino splendido, Giulio, di un anno e mezzo. Diciamo che partecipo da sempre agli interesse di famiglia, non sono poi giovanissimo.”

 

E’ dunque d’obbligo chiederle cosa farà da grande

“Gli interessi sono molti, gli affari immobiliari, le associazione per la tutela del centro storico di Perugia, la passione per l’arte, l’organizzazione di eventi, ma…c’è qualcosa che ancora non ho fatto e che mi piacerebbe.”

 

Cioè?

Il fattore, l’enologo, buttarmi sul biologico, l’agriturismo, la terra, l’Umbria.

 

***

 

Siamo certi che lo farà, l’Umbria è una passione che non passa mai.

 

di Stella Carnevali