40ª edizione della Festa del Vino e delle Castagne.

San Martino in Colle dal 3 al 12 novembre

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vino e castagne

di Francesco Castellini

Dal 3 al 12 novembre, nel suggestivo borgo collinare di San Martino in Colle, si tiene la 40ª edizione della Festa del Vino e delle Castagne.
Dieci giorni all’insegna della gastronomia autunnale e del divertimento per tutte le età.
La manifestazione si configura come una tradizionale festa paesana dove si possono gustare, negli stand gastronomici, aperti tutte le sere dalle 19, caldarroste, la torta al testo, i primi piatti della zona, tra cui le famose penne alla norcina o gli gnocchi al sugo d’oca annaffiati da ottimo vino.
Tutte le sere musica, spettacoli e intrattenimenti per grandi e piccoli.
Stand gastronomici e sala liscio sono al coperto e riscaldati, all’esterno, nella piazza del borgo, vengono accesi i bracieri che servono a preparare le caldarroste.
Tanto ottimo vino locale e molti altri prodotti tipici. Non manca inoltre la tipica torta al testo ed altre delizie della gastronomia umbra.
Tutte le sere: mostra dell’artigianato, pesca di beneficenza, giochi popolari.
Tutti i giorni: menù vegetariano; dalle ore 20 apertura CANTINA AL CASTELLO, con bruschette, salumi e formaggi Vini Doc e Novelli del comprensorio del perugino Dolci e Biscotti con Vini Passiti e da meditazione.

La Festa del Vino e delle Castagne è organizzata dalla Pro loco di San Martino in Colle e dai volontari locali.

Giovanni Altamore

Nell’ambito della manifestazione da segnalare la bella serata di martedì 7 novembre, all’insegna della storia e della cultura, che ha visto protagonisti gli archeologi Adele Lagi, Giovanni Altamore e il professor Mario Torelli, dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Professor Mario Torelli

Il tema dell’incontro pubblico è stato “Il nuovo scavo di San Martino in Colle alla luce della storia di Perugia”.

Una interessante occasione per parlare del recente rinvenimento di reperti archeologici in vocabolo Ferriere dei Sabbioni.

Gli studiosi hanno illustrato la preziosità e il valore storico della scoperta.

L’edificio rettangolare rinvenuto, (circa m. 7,70 per m. 5,80), orientato est-ovest, è costruito in blocchi squadrati montati contro terra con una fodera di ciottoli, scaglie di calcare e argilla. Le strutture costituiscono una vasca divisa in due settori di diversa profondità, il primo, a livello più alto, presenta un camminamento in grandi lastre di travertino, individuato nel settore ovest, dove era collocato anche l’ingresso, come testimonia un blocco con alloggiamento del cardine.

La seconda parte più profonda, pavimentata in piccole lastre calcaree, è dotata dei fori di adduzione dell’acqua sorgente.

Gli scavi sono solo all’inizio. Il complesso finora individuato sembra essere abbandonato entro la metà del I Sec. a.C., forse in concomitanza con gli eventi della guerra di Perugia che segnò la fine del dominio etrusco in queste zone. Successivamente le strutture furono investite da ampi fenomeni franosi che distrussero ed annullarono il complesso monumentale.