Tempietto di porta sant’Angelo 

| La piccola "Gerusalemme" in cima a corso Garibaldi |

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san Michele arcangelo

di Stella Carnevali

pubblicato il 15 aprile 2017 12:31:53

La chiesa di sant’Angelo, in cima a via Garibaldi, è chiamato il Tempietto dai perugini.
E’ considerata una delle più antiche d’Italia.

Costruita tra il V e il VI secolo dopo Cristo, sui resti di un altro tempio di origine romana, a sua volta costruito su uno di origine etrusca.

Siamo nel periodo della decadenza dell’impero romano e quindi anche della decadenza delle fedi pagane.
Mentre faceva proseliti sempre più numerosi il cristianesimo.

E non potevano mancare le leggende. Una delle più famose è quella della liberazione di Perugia da parte dei paladini di Francia.

Raccontata dai cantastorie, narra di Olivieri, paladino di Francia, che era stato fatto prigioniero e rinchiuso all’interno dell’Arco etrusco.

Il fattaccio ad opera di un maggiorente della città e per di più pagano.

Ma ecco arrivare l’indomito Orlando che riuscì a liberare l’amico e a cacciare il pagano. Per questo nel luogo in cui si era accampato venne costruita la chiesa in onore di san Michele Arcangelo il quale, invocato da Orlando, lo aiutò a giungere velocemente a Perugia.

Così la chiesa venne chiamata a lungo, persino nel Cinquecento, il padiglione di Orlando.

Di architettura paleocristiana sorge su uno dei punti più alti della città.

Un verde cortile conduce all’edificio dalla pianta centrale, che si sviluppa su due aree concentriche.

La struttura mantiene caratteristiche tipicamente romane.
Le due aree, l’ambulacro e il presbiterio centrale, sono separate da un cerchio di sedici colonne corinzie-romane.

Vista la loro varietà di misure e materiale, è probabile che siano state utilizzate parti di altre strutture, cosa piuttosto usuale all’epoca. Le due cappelle adiacenti ai lati esterni dell’edificio gli conferiscono la forma della croce greca.

Ma i misteri non sono finiti. Il Tempietto, porta i segni del passaggio dei Templari.
Nella forma circolare tipica dell’architettura che richiama quella dell’antica Gerusalemme a simboleggiare il cielo.

Le croci patenti, cioè a bracci uguali che si allargano all’esterno, tipiche dei Templari. Si vedono nel dipinto della Madonna. Al collo e nella cintura. Ma anche nelle colonne dove compaiono anche altre sigle. Che non sono come un tempo si pensava, le firme degli scalpellini che vi lavorano, bensì un messaggio criptato che, svelato dice che la salvezza del genere umano è dovuta solo alla venuta del Cristo sulla terra.

Ed ancora.
L’incisione sul pavimento, di un pentacolo, una stella a cinque punte inscritta in un cerchio. Questo è un simbolo esoterico usato dai Templari, ma anche dalla Massoneria e da chi esercitava la Magia nera.

Il tempio sorge a ridosso del Cassero e della strada che porta al convento francescano di Monteripido nella zona nord della città.

L’intitolazione all’angelo guerriero è spesso utilizzata nelle chiese confinanti con le cinte murarie per protezione della città.

E’ anche possibile che sia uno dei luoghi di culto edificati lungo la cosiddetta Linea di San Michele. Tale linea è l’insieme dei punti lungo la superficie terrestre dove passa l’ultimo raggio di sole al tramonto del solstizio estivo.

Intorno all’anno 900 venne modificato e nel 1487 la famiglia Baglioni ne fece un arroccamento militare.

A seguito di ciò il cardinale Tiberio Crispo vi fece fare restauri ed appose il suo stemma sopra il portale d’ingresso, che fu tolto dai francesi.

Nel 1948 venne sottoposto ad ulteriori restauri, rimettendo in luce gli antichi affreschi e riaprendo le dodici finestre del tamburo centrale, rifacendo anche le coperture ed i pavimenti.

In epoca medievale è passato agli agostiniani che tutt’oggi ne esercitano giurisdizione.

L’attuale ingresso, con il portale trecentesco, era il passaggio interno ad una delle cappelle andate perdute.

Alla fine del Settecento, a seguito di scavi nella zona, vennero alla luce diverse urne cinerarie di epoca etrusca e pietre con incisioni, tanto da ipotizzare un uso della zona, in antico, come necropoli.

La facciata presenta un portale marmoreo del XIV secolo.
Si può notare l’assenza del rosone, di altorilievi.

Nel Settecento furono portati l’affresco della cosiddetta Madonna del Verde, proveniente dalla cattedrale, alcune colonne e diverse reliquie.