La pelle si può fare anche con l’uva

| Divano di-Vino |

0
548
pelle ricavata dalla vinacce

di Stella Carnevali

pubblicato il 12 aprile 2017 10:27:54

Un antico adagio in uso tra i viticultori era: “Il vino si può fare anche con l’uva” con l’intento di denigrare il prodotto del concorrente.

L’antico adagio si può volgere in positivo per quanto riguarda la produzione della pelle. Perché la pelle, quella che ancora viene tolta agli animali per confezionare capi di abbigliamento o altro, negli ultimi vent’anni si è trasformata, almeno in parte, in ecopelle o pelle sintetica.

Quelle in ecopelle sono fatti con le conce di animali destinati al macello. Le pelli sintetiche, invece, altro non sono che plastica di derivazione petrolchimica.

Messi questi puntini sulle i, la rivoluzione è nata a Milano appena un anno fa.
Con una pelle tutta vegana.

L’idea è della Wineleather: ha scoperto che si può produrre pelle vegetale dagli scarti del vino. Trasformando, anzi riciclando la vinaccia, scarto che altrimenti diventerebbe solo un rifiuto senza fasi di recupero.

Insieme alla WineLeather c’è l’azienda Vegea srl, che nasce a Milano nel gennaio 2016 come azienda di produzione di nuove pelli vegetali, attualmente è insediata nell’incubatore di Progetto Manifattura, il polo clean tech e dell’economia circolare italiano di Trentino Sviluppo.

Il fondatore è Gianpiero Tessitore, architetto di Milano che nel 2014 inizia un approfondito studio in collaborazione con Centri di Ricerca specializzati, per analizzare le caratteristiche fisiche e meccaniche di diverse fibre vegetali e la loro capacità di essere trasformate in materiali ecologici.

Lo studio ha identificato le fibre contenute nelle bucce e nei semi dell’uva come le ottimali per la creazione di una pelle totalmente ecologica 100% vegetale: ecco com’è nata Winelether.

Ogni anno vengono prodotte 13 milioni di tonnellate di scarti di produzione vinicola. Perché non riciclarle?
Così è nata Wineleather, un simil-pelle di origine vegetale.

WineLeather si caratterizza per una produzione libera da petrolio, sostanze inquinanti, uccisioni immotivate di animali indifesi, consumi di acqua praticamente zero, contro i 240 litri di acqua necessari per un metro quadro di pelle animale.

La vinaccia viene utilizzata in un processo ad impatto zero. Con quelle 13 mln di tonnellate di scarti si possono produrre ben 3 mld di metri quadrati di vegan leather, una superficie equivalente a circa 400 mila campi da calcio.

Da un lato, in questo modo gli scarti non diventano un rifiuto vero e proprio e non finiscono, dai terreni, direttamente nelle falde acquifere; dall’altro lato, si crea un prodotto che sostituisce tutti i processi produttivi di pelle animale e sintetica, limitando gli impatti ambientali e sociali derivanti da queste produzioni.